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I sindacati ribadiscono l'impegno contro la violenza sulle donne

CGIL, CISL e UIL del Veneto si uniscono al dolore della Famiglia Cecchettin e ribadiscono il loro impegno contro ogni forma di violenza sulle donne.


“Siamo tutti sconvolti da quanto successo – dichiarano Tiziana Basso (Segretaria generale Cgil Veneto), Gianfranco Refosco (Segretario generale Cisl Veneto) e Roberto Toigo (Segretario generale Uil Veneto) - e riteniamo necessario unirci per esprimere la nostra vicinanza alla Famiglia di Giulia Cecchettin, alla comunità di Vigonovo e a tutti coloro che in stanno attraversando con sgomento e dolore questo momento.


La violenza contro le donne rappresenta un’inaccettabile ingiustizia della nostra società che ci coinvolge tutti. Come sindacato siamo impegnati per contrastare questo crimine in tutte le sue manifestazioni: attraverso iniziative finalizzate a diffondere la cultura delle parità e delle pari opportunità uomo-donna, a tutela dei diritti umani e della dignità delle donne, delle lavoratrici, delle pensionate, dei minori e dell’intera società.


Siamo prossimi al 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, e quanto accaduto ci ricorda che non possiamo e non dobbiamo abbassare la guardia di fronte ai casi di abuso e maltrattamenti ai danni delle donne, ciascuno di noi assumendosi le proprie responsabilità: istituzioni, parti sociali, mondo dell’associazionismo.


Le disuguaglianze persistenti tra donne e uomini in tutte le sfere della società continuano a rappresentare una sfida che ha l’obiettivo, attraverso cambiamenti strutturali e comportamentali, di ridefinire i paradigmi della nostra società partendo dalle scuole e dai luoghi di lavoro, dove l’uguaglianza deve essere riconosciuta al di là delle differenze.


Anche nel ricco ed emancipato Veneto continuano a persistere disparità di genere a livello occupazionale, di retribuzione, di orari di lavoro, di progressioni di carriere, di condivisione delle responsabilità in materia di impegni familiari e di rischio di povertà. Per dire no contro a ogni violenza sulle donne, serve attivarsi con azioni specifiche e idonee a sostenere questa iniziativa di civiltà, perché la violenza sulle donne uccide anche la nostra dignità. Azioni che rivendichiamo su tutti i tavoli datoriali e istituzionali.


Vincere questa sfida di civiltà è un dovere, per contribuire assieme a diffondere una concezione della donna che parta dal rispetto della sua dignità di persona”.




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