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I sindacati dei pensionati lanciano l’allarme sul piano vaccinale del Veneto

«Con questi ritmi rischiamo di vedere morire ancora molti anziani»

Venezia – Mestre, 12 febbraio 2021 - «La programmazione vaccinale della Regione Veneto non tiene conto delle fasce più fragili della popolazione, di quei grandi anziani che sono le principali vittime del Covid. Lo diciamo da tempo: bisogna fare presto altrimenti fra qualche mese staremo a piangere ancora molti morti fra i nostri cari». I sindacati dei pensionati del Veneto Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil intervengono sul piano vaccinale di Palazzo Balbi che, partendo dagli 80enni e andando a ritroso, rischia di arrivare troppo tardi agli ultranovantenni, cioè la categoria più indifesa di fronte al virus. I dati, da questo punto di vista, parlano chiaro: in Veneto sono appena il 3 per cento dei contagiati totali ma ben il 28 per cento di tutti i decessi.

Il piano della Regione prevede che vengano chiamati a vaccinarsi prima gli anziani nati nel 1941 (dal 15 febbraio), poi i nati nel 1940 (dal 22 febbraio), i nati nel 1939 (dall'8 marzo), i nati nel 1938 (dal 15 marzo), e così via. «Con questa programmazione – denunciano i sindacati – non si garantisce una vera protezione per i nostri grandi anziani. Il Ministero della Salute ha dato priorità ai soggetti più fragili indicando esplicitamente gli over 80 e ci saremmo aspettati che la Regione coerentemente partisse dai più anziani».

Preoccupa, poi, fortemente i sindacati la totale mancanza di un piano sulle vaccinazioni a domicilio degli anziani: «Anche sollecitata recentemente, la Regione non ha saputo dirci come intende agire con coloro che non possono recarsi, né autonomamente né accompagnati, ai centri di vaccinazione. Siamo allibiti che, da quel che traspare, la cosa sarà affrontata "al momento": è inaccettabile». Al di là del fatto che ci sono circa 200mila anziani non autosufficienti, ricordiamo che il 60 per cento dei 360mila ultraottantenni veneti vive solo.

«Chiediamo alla Regione di dare risposte concrete per tutelare la salute dei cittadini più fragili - concludono Spi, Fnp e Uilp –. Sappiamo che la fornitura di vaccini ha subito un rallentamento ma vanno rispettate le priorità indicate dall’Iss». Intanto i sindacati proseguono anche a livello nazionale la loro campagna per una adesione responsabile e informata alla vaccinazione, forti anche di un sondaggio che rileva come 9 anziani veneti su 10 siano pronti a vaccinarsi. Una battaglia, quella di Spi, Fnp e Uilp, che non si ferma certo di fronte alle minacce dei negazionisti e dei no vax che nelle ultime settimane hanno attaccato frontalmente le organizzazioni sindacali proprio per le loro campagne a favore dei vaccini.

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