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Congresso Regionale UIL Pensionati Veneto. "Ogni età può costruire diritti: Anziani attivi per il futuro del Veneto".

  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 5 min

Riforme concrete su sanità territoriale, non autosufficienza 

e potere d'acquisto delle pensioni


Debora Rocco riconfermata Segretaria Generale di UIL Pensionati Veneto


“Ogni età può costruire diritti": UIL Pensionati Veneto si riunisce in Congresso a Vicenza.

Si è tenuto giovedì 16 aprile all'Hotel Viest di Vicenza il Congresso Regionale di UIL Pensionati Veneto, il primo che si svolge con una struttura completamente regionalizzata. Sotto lo slogan "Ogni età può costruire diritti – Anziani attivi per il futuro del Veneto", la giornata ha chiamato a raccolta delegati, rappresentanti istituzionali e sindacali per fare il punto sulle grandi sfide che attendono i pensionati veneti in una regione che invecchia più rapidamente della media nazionale.


ELETTI I NUOVI ORGANISMI REGIONALI


Il Congresso ha rinnovato la guida di UILP Veneto: è stata riconfermata come Segretaria Generale Debora Rocco, affiancata dalla nuova Segreteria regionale composta da Claudio Marangoni e Stefano Tognazzo, con Maria Bergamasco come Tesoriera e Patrizia Canton come Responsabile P.O. Sono stati nominati i Coordinatori provinciali dell'Esecutivo: Pietro Levorato (Padova), Beniamino Gorza (Treviso), Anna Fregona (Belluno), Tiziano Cortese (Vicenza), Gianluigi Meggiolaro (Verona), Claudio Marangoni (Rovigo).

Alla giornata hanno partecipato, tra gli altri, l'Assessore regionale ai Servizi Sociali Paola Roma in collegamento video, il Direttore Regionale INPS Veneto Filippo Pagano, la Vicesindaca di Vicenza Isabella Sala, la Vicesindaca di Rossano Veneto Helga Battaglia in rappresentanza di ANCI Veneto, il Segretario Generale UIL Pensionati Carmelo Barbagallo e il Segretario Organizzativo UIL Veneto Igor Bonatesta.


UN VENETO CHE INVECCHIA: LA SFIDA DEMOGRAFICA NON PUÒ ATTENDERE


I dati parlano chiaro: secondo le elaborazioni ISTAT 2025, la popolazione veneta conta circa 4,85 milioni di abitanti con un'età media di 46,4 anni e un indice di vecchiaia in costante crescita. Le proiezioni stimano che nel 2043 un veneto su tre avrà più di 65 anni, mentre la natalità continua a scendere e la popolazione in età lavorativa si riduce. Il Veneto invecchia più rapidamente della media italiana, e questo accelera i tempi in cui le conseguenze diventeranno insostenibili. “Un sistema pensionistico a ripartizione regge finché ci sono abbastanza lavoratori attivi a finanziare le pensioni di chi è in quiescenza: con meno giovani e più anziani, l'equilibrio si spezza. La sanità territoriale, già oggi sotto pressione, rischia il collasso se non vengono investite ora risorse in personale e servizi. E una generazione di pensionati impoveriti, con assegni costruiti su carriere precarie e discontinue, trascina con sé anche i consumi interni, mettendo in crisi il tessuto produttivo” spiega la Segretaria. “Il cambiamento demografico non deve diventare un alibi per tagliare diritti, ma l'occasione per costruire un nuovo modello sociale fondato sulla dignità della persona. La UIL Pensionati Veneto chiede investimenti su natalità e occupazione giovanile e femminile, una riforma della non autosufficienza realmente finanziata, sanità territoriale potenziata e pensioni adeguate al costo reale della vita”.


SANITÀ, NON AUTOSUFFICIENZA E RSA


La sanità territoriale è oggi il vero banco di prova della qualità della vita dei cittadini veneti, soprattutto degli anziani. Il Veneto è sempre stato considerato un modello nazionale, ma negli ultimi anni le crepe si fanno sempre più evidenti: liste d'attesa insostenibili, medici di famiglia sempre meno numerosi, pronto soccorso sotto pressione, Case della Comunità ancora non pienamente operative. “Per chi vive di pensione e non può permettersi il privato, i diritti esistono sulla carta ma nella pratica diventano irraggiungibili”. Sulla non autosufficienza, la Legge 33/2023 — attesa per quasi vent'anni — rischia di restare inapplicata: i finanziamenti sono incerti e i livelli essenziali delle prestazioni restano sulla carta. “In Veneto questo significa che migliaia di anziani non autosufficienti continuano a dipendere dalla disponibilità economica della famiglia o dalla fortuna di trovare un posto in struttura”.  Le RSA del Veneto vivono una pressione crescente: liste d'attesa lunghe, rette medie che superano i 2.200-3.000 euro mensili, insostenibili per la maggior parte delle famiglie, e una carenza  di personale che grava su chi lavora con turni pesanti e retribuzioni insufficienti. “La quota sanitaria regionale non copre i reali costi dell'assistenza, scaricando il resto sulle famiglie. UILP Veneto chiede un aumento strutturale della quota sanitaria, un piano straordinario per il personale e un fondo regionale di sostegno alle famiglie, perché la non autosufficienza non può diventare una tassa sulla vecchiaia”.


PENSIONI E POTERE D'ACQUISTO: DIGNITÀ CHE NON SI MISURA IN EURO


Le pensioni italiane sono sotto attacco su più fronti. L'inflazione degli ultimi anni ha eroso il potere d'acquisto dei redditi fissi, colpendo in modo particolare chi non può tornare a lavorare e non può accumulare risparmi per compensare. In molte aree del Veneto (Venezia, Verona, Padova) il costo della vita è cresciuto più della media nazionale, rendendo ancora più urgente una risposta strutturale che il governo continua a rinviare. La UIL Pensionati chiede tre interventi prioritari. Il primo è la piena indicizzazione delle pensioni con il recupero del potere d'acquisto perduto in oltre dieci anni di blocchi parziali. Il secondo è l'aggiornamento del paniere inflazionistico: l'attuale indice FOI non riflette le spese reali dei pensionati, che sostengono costi crescenti per utenze, affitti, spese sanitarie e assistenza domiciliare. Il terzo è l'estensione della quattordicesima, uno strumento che riduce anche il divario pensionistico tra uomini e donne, poiché tiene conto solo dei redditi individuali e viene percepita in misura maggiore dalle donne. A tutto questo si aggiunge la richiesta di una significativa riduzione della pressione fiscale: i pensionati italiani pagano più tasse della media OCSE e della media europea.

Sullo sfondo resta la questione delle pensioni future. Le carriere discontinue e precarie — e il largo ricorso al part time, soprattutto femminile — produrranno assegni sempre più bassi in un sistema contributivo. “Restituire capacità di spesa ai pensionati è strategico anche per la tenuta dei consumi”, ha sottolineato Rocco. “Le persone anziane rappresentano quasi un quarto della popolazione: impoverirle significa impoverire il Paese”.


I CAREGIVER FAMILIARI: 200.000 INVISIBILI IN VENETO


Accanto alle RSA e ai servizi domiciliari, c'è una realtà che regge il sistema nell'ombra: quella dei caregiver familiari. In Veneto se ne stimano oltre 200.000, per lo più donne, spesso anziane esse stesse, che ogni giorno rinunciano al lavoro, al tempo libero, alla propria salute per prendersi cura di un familiare non autosufficiente o con disabilità. Sono loro la prima, e spesso unica, risposta alla non autosufficienza. Eppure il sistema li ignora, o quasi.

La Legge di Bilancio 2026 ha stanziato 207 milioni di euro a partire dal 2027, ma i paletti reddituali e le restrizioni sull'orario di assistenza riducono la platea dei beneficiari a soli 52.000 su sette milioni di persone che assistono familiari in tutta Italia. UILP Veneto ha accolto positivamente l'annuncio del Presidente della Regione  Alberto Stefani di voler approvare entro sei mesi una legge regionale specifica, chiedendo che includa riconoscimento formale della figura del caregiver, sostegno economico diretto, accesso agevolato ai servizi socio-sanitari, formazione e supporto psicologico per prevenire il burnout.


ANZIANI ATTIVI: UNA PROPOSTA DI LEGGE NAZIONALE


Gli anziani veneti rappresentano il 40% del volontariato attivo nella Regione: sostengono le famiglie, partecipano alla vita civica, tengono in piedi reti di prossimità che lo Stato non riesce a garantire. Non sono un peso: sono una risorsa. E in questa direzione va la proposta di Legge bipartisan per l'istituzione del Servizio Civile per Pensionate e Pensionati Attivi, fortemente voluta dal Segretario Generale UIL Pensionati Carmelo Barbagallo e presentata alla Camera dai deputati De Maria e Battilocchio.

L'obiettivo è triplice: rispondere ai bisogni sociali emergenti attraverso servizi costruiti su misura per la terza età, offrire un'integrazione reddituale per le pensioni più basse e valorizzare l'esperienza, la cultura e il tempo degli over 65 come patrimonio collettivo. “Siamo consapevoli delle difficoltà”, ha detto Rocco, “ma dobbiamo lavorare in sinergia con enti locali, associazioni e istituzioni per costruire un modello partecipativo e sostenibile”. Il ruolo delle Regioni sarà decisivo: è sui territori che le politiche sociali diventano realtà, e UILP Veneto si impegna a far conoscere e sostenere questa proposta in ogni sede utile.


 
 
 

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