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Blocco rivalutazione pensioni: la Uil Pensionati avvia 5 cause pilota

Rocco: una manovra iniqua e ingiusta, che in Veneto colpisce moltissimi pensionati


Venezia, 28 luglio 2023 – «Il blocco della rivalutazione delle pensioni è un atto grave e ingiusto, per principio perché contro il comune buon senso, ma anche in considerazione dell’inflazione galoppante che quest’anno ha raggiunto il 5%, mettendo in difficoltà moltissime persone e in particolare i pensionati, che hanno visto ridursi in modo sostanziale il loro potere d’acquisto.


Attraverso un recente studio della Uil Pensionati, abbiamo già visto come questa riduzione del potere d’acquisto è pericolosissima: dopo aver ridotto le spese anche di prima necessità, quali quelle alimentari, le persone finiscono per ridurre anche le spese destinate alla propria salute».

Così Debora Rocco, segretaria regionale della Uil Pensionati del Veneto, nell’annunciare la battaglia del sindacato contro la manovra del Governo Meloni, che nella nostra regione colpisce una numero importante dei pensionati.


Nel mese di luglio, infatti, la Uil Pensionati nazionale, in accordo con la Uil, ha avviato 5 cause pilota contro il taglio della rivalutazione delle pensioni di importo superiore a 4 volte il Trattamento minimo Inps (pari a 2.101,52 euro mensili lordi) disposto dalla Legge di Bilancio 2023. Gli iscritti sono stati individuati in raccordo con le strutture regionali, tenendo conto delle diverse aree geografiche del Paese e dell’appartenenza sia al settore pubblico sia al settore privato, per avere un gruppo rappresentativo di pensionate e pensionati.


«La diffida all’INPS è già stata depositata – continua Rocco – a settembre procederemo con l’invio delle cause ai diversi Fori competenti. L'attenzione è puntata anche sulle pensioni di importo più basso, per le quali si chiede l'ampliamento della Quattordicesima e una significativa riduzione delle tasse».


«Ricordiamo – sottolinea la Segretaria della Uilp Veneto – che una pensione lorda di circa 2000 euro equivale ad un netto mensile di circa 1400 euro, che derivano quarant’anni di contribuzione e duro lavoro».


«La manovra del Governo avrebbe dovuto affrontare l'evasione fiscale e promuovere una maggiore equità sociale, ma invece ha aumentato le ingiustizie e le diseguaglianze. La decisione di attingere risorse dai pensionati, inoltre, è iniqua e ingiusta: i pensionati hanno dato il loro attivo contributo alla crescita del Paese per oltre 40 anni, pagando regolarmente tasse e contributi. Non possiamo continuare ad utilizzarli come un salvadanaio da rompere ogni volta che ci sono dei conti da far quadrare. Come Uil Pensionati continueremo la nostra battaglia, sempre al fianco dei pensionati, partire dai più fragili».




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