Non autosufficienza in Veneto, sì al tavolo fra Regione e sindacati: Lanzarin apre al confronto

Presentata in convegno l'analisi del settore condotta da Spi, Fnp e Uilp: «Abbiamo proposte migliorative a costo zero a beneficio dei 180mila anziani non più autonomi»


Venezia-Mestre, 30 marzo 2022 - La non autosufficienza è una vera e propria emergenza anche per il Veneto, dove interessa circa 180mila anziani. Nasce da qui l’esigenza di attivare subito un tavolo di confronto fra Regione e parti sociali, considerando anche il costante invecchiamento della popolazione e, in particolare, l’aumento del numero degli ultra80enni (quasi l’8% dei residenti), che sono la categoria più interessata dal problema. È questo l’appello lanciato ieri dai sindacati dei pensionati all’assessora Manuela Lanzarin, durante il convegno organizzato da Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil del Veneto “Migliorare i servizi e le prestazioni per gli anziani non autosufficienti nella regione del Veneto”, in cui è stato presentata la piattaforma unitaria dei sindacati dei pensionati su questo delicatissimo (e più che attuale) argomento. Al convegno hanno partecipato anche Livia Turco, presidente della Commissione interventi sociali e politiche per la non autosufficienza istituita dal Ministero del Lavoro, e Francesco Facci, presidente di Uneba Veneto. Secondo i dati Istat pre pandemia, 180mila anziani veneti (il 16% degli over 65) hanno difficoltà che ne decretano la non autosufficienza, percentuale che sale al 19% nella fascia d’età fra i 75 e gli 85 anni e si impenna al 20% per gli over 85. Numeri che il Covid 19 ha di certo aggravato, con le difficoltà di diagnosi e gestione delle cronicità, e che aumenteranno in ragione dell'andamento demografico. Il documento stilato da Spi, Fnp e Uilp ha analizzato i servizi per la gestione della non autosufficienza in Veneto e la loro organizzazione, rilevando le criticità che si possono sintetizzare in frammentazione delle risposte, inadeguatezza degli interventi e la carenza delle risorse investite. Ma anche formulando proposte precise per risolverle. Voce per voce, i pensionati hanno studiato lo "stato dell'arte" dell’integrazione sociosanitaria, l’accesso ai servizi e la domiciliarità, i caregiver, le assistenti familiari, l’impegnativa di cura domiciliare, l’assistenza domiciliare (SAD), l’Assistenza domiciliare integrata (ADI), il Co-housing e le diverse forme dell’abitare, l’affido familiare, la residenzialità e semiresidenzialità, le impegnative di residenzialità, le detrazioni fiscali e, infine, le strutture intermedie. Al documento hanno lavorato i delegati alle politiche socio-sanitarie dei sindacati dei pensionati: «Chiediamo un tavolo di confronto con la Regione sulla non autosufficienza, ma a partire già da domani», esordisce Gino Ferraresso (Spi Cgil), «nel nostro documento unitario ci sono proposte migliorative rispetto alla legge regionale del 2009, e abbiamo individuato interventi a costo zero che si possono attuare senza attendere i fondi del Pnnr». Il confronto è ruotato attorno ai dati snocciolati da Sergio Furlanetto (Fnp Cisl), che ha illustrato i punti principali del documento: «Dei 180mila anziani non autosufficienti in Veneto, 149mila sono assistiti in famiglia, 31 mila nelle Rsa. E i numeri sono destinati a lievitare. Bisogna tenere conto di queste proporzioni». Lorenza Cervellin (Uilp Uil) ha sottolineato come il lavoro svolto possa essere il punto di partenza per riorganizzare il sistema: «Abbiamo prodotto una ricerca dalla visione universalistica, che propone soluzioni per dare coerenza ed efficienza a un sistema molto complesso. Non c'è più tempo da perdere: i tavoli sulla non autosufficienza vanno convocati subito». L’invito al confronto è stato di fatto colto dall’assessora regionale alla Salute, la quale ha sottolineato come «il tema della non autosufficienza è una priorità per la giunta e per l’assessorato che rappresento». Una cornice nazionale - ricordiamo che nel PNRR è prevista l'adozione di una legge nazionale sulla non autosufficienza - è stata data da Livia Turco, che con la Commissione da lei presieduta ha presentato al Ministro del Lavoro la bozza di ddl dal titolo emblematico "Per la promozione della dignità delle persone anziane e per la presa in carico delle persone non autosufficienti": «L’invecchiamento attivo e la prevenzione necessitano di linee guida nazionali. La solitudine», ha evidenziato poi l’ex ministra, «è il grande male dei nostri tempi. Non possiamo avere un welfare che riduce i diritti delle persone più fragili». Al convegno un approfondimento è stato dedicato alle residenze sanitarie assistenziali e alle loro criticità, emerse in particolare durante la pandemia. «Sono realtà fondamentali - ha sottolineato la stessa Lanzarin - ma nel Pnnr c’è una totale disattenzione verso di loro». Un problema rimarcato anche da Francesco Facci, presidente di Uneba Veneto che ha calcolato come «nel solo Veneto servirebbe più di un miliardo di euro per intervenire sulla riqualificazione di alcune strutture che, in alcuni casi, hanno anche più di 60 anni di vita».