Sospensione sanità ordinaria, i sindacati esprimono preoccupazione

«Procedere celermente con la somministrazione di terze dosi»

Spi, Fnp e Uilp chiedono alla Regione buon senso nell'applicazione sotto le feste delle misure anticontagio che negano l'uscita in famiglia degli ospiti delle case di riposo


Il costante aumento dei contagi e dei ricoveri, tale da aver indotto la Regione a sospendere parte della sanità ordinaria in tutte le strutture ospedaliere del Veneto, non può che suscitare preoccupazione e accendere un campanello d'allarme sulla necessità urgente di procedere con la dose booster di vaccino. «Con la circolare del dg Luciano Flor», ricordano Elena Di Gregorio, Tina Cupani e Debora Rocco, segretarie generali dei sindacati dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil del Veneto, «sono stati sospesi tutti gli interventi chirurgici non urgenti che prevedano ricovero in terapia intensiva e l'intera attività specialistica ambulatoriale non urgente. Inoltre, la circolare prevede la riduzione dell'attività internistica già programmata. Si tratta di un intervento reso necessario dall'impennata di ricoveri Covid, che tuttavia desta preoccupazione: sia per la situazione della pandemia in sé, sia per il pesante impatto che la limitazione alla sanità ordinaria avrà sui cittadini, a partire dai più fragili».

L'appello dei sindacati a tutta la popolazione è, quindi, a «procedere con la massima urgenza nella prenotazione e somministrazione della terza dose: un atto di responsabilità e d'amore verso la collettività, e in particolare verso i più fragili che hanno naturalmente meno difese contro il virus». Di fronte a questa situazione, nuovamente così pesante e così delicata da gestire, l'impegno di tutti è fondamentale: «Già lo scorso anno abbiamo visto quanto la riduzione delle prestazioni di sanità ordinaria abbia pesato in termini di prevenzione e cura di altre malattie», continuano le segretarie, «sappiamo che il sistema sanitario non può essere messo ulteriormente sotto pressione, dobbiamo fare tutti la nostra parte».

Si avvicina però il periodo delle feste: sabato sarà Natale e questa è proprio la settimana in cui le famiglie si stringono intorno agli affetti: un momento tanto importante che, nonostante le limitazioni, nemmeno lo scorso anno è stato impedito. Un momento che rischia di essere negato, però, agli anziani ospiti nelle case di riposo, con gli effetti dell'ordinanza della Regione del 17 dicembre, che limita fortemente le visite e, soprattutto, nega i rientri in famiglia a meno di una valutazione positiva della Direzione sanitaria. «Pur consapevoli del fatto che proprio in questi giorni dovremmo porre tutti la massima attenzione», considerano le segretarie, «chiediamo alla Regione di allentare un minimo le maglie per quanto riguarda gli ospiti delle case di riposo. Per queste persone la vicinanza dei propri cari è una vera e propria terapia, non meno importante di quella farmacologica e delle preziose cure del personale sanitario. Chiediamo quindi una scelta di cuore, che permetta agli anziani di stare accanto ai propri familiari almeno per qualche giorno». È la stessa ordinanza, del resto, a fornire le soluzioni: possono uscire gli ospiti con ciclo vaccinale completo di dose booster, e al rientro devono osservare un periodo di quarantena: «Purtroppo - concludono Spi, Fnp e Uilp del Veneto - l'esperienza ci insegna che le strutture tendono a interpretare nel modo più restrittivo possibile le norme». Per discutere di tutto questo, i sindacati hanno sollecitato un incontro urgente con l'assessora alla Sanità Manuela Lanzarin, confidando in una risposta.